Corso di logica - filosofia

Corso di logica. Terza lezione: schemi di inferenza

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Nella lezione precedente abbiamo visto i concetti di validità e correttezza logica.  Ora dedichiamo spazio al concetto di schema di inferenza.

 

1. Trattare le variabili schematiche

Abbiamo già visto che ai fini della validità degli argomenti deduttivi il “contenuto” è irrilevante: non è un particolare tipo di cose che li rende validi o invalidi, ma il modo in cui i termini “tutti”, “ogni”, “qualche”, “nessun”, “non” distribuiscono i termini fra premesse e conclusione. Questo non significa che il seguente argomento sia valido, né tantomeno che sia rappresentabile in uno schema valido:

  1. Tutti i cani sono fedeli.
  2. Mia nonna è anziana.
  3. (Quindi) il dado ha sei facce.

L’argomento è invalido. Sebbene prese separatamente le premesse abbiano (rispettivamente) la forma “Tutti gli F sono G” e “x è F”, e la conclusione abbia la forma “x è G”, e quindi l’insieme delle proposizioni possa richiamare un argomento del tipo

  1. Tutti gli F sono G.
  2. x è F.
  3. (Quindi) x è G.

tuttavia nel fornire l’interpretazione di uno schema dobbiamo mantenere fissa l’interpretazione delle variabili schematiche (nel nostro caso i predicati che rimpiazzano “F” e “G” e il nome che sostituisce la “x”).

Tutte le occorrenze di una determinata variabile schematica vanno sostituite sempre allo stesso modo all’interno dello stesso schema d’inferenza.

 

2. L’ordine delle premesse

Si considerino questi due argomenti:

  1. Tutti i corpi sono pesanti.
  2. Tu hai un corpo.
  3. Tu sei pesante.

e,

  1. Tu hai un corpo.
  2. Tutti i corpi sono pesanti.
  3. Tu sei pesante.

Possiamo derivare che

 l’ordine delle premesse non muta la validità di un argomento. Esso è irrilevante a tale riguardo.

 

3. Topic-neutrality

Si consideri l’esempio seguente:

  1. Fernando è scapolo.
  2. (Quindi) Fernando è non sposato.

Questo argomento è senz’altro valido poiché non si può dare il caso che la premessa sia vera e la conclusione falsa. L’argomento presenta una struttura del tipo “n è scapolo, quindi n è non sposato”.

Tuttavia non è difficile vedere che questo tipo di inferenza, pur non dipendendo affatto da Fernando, Giuseppe o Mario, è comunque meno generale di quelle che abbiamo incontrato fino ad ora: infatti, gli argomenti precedenti eravano espressi usando soltanto variabili schematiche e i termini cosiddetti sincategorematici (pronomi, preposizioni, congiunzioni).

Ora, questo vocabolario minimo, formato da simboli e termini sincategorematici, viene definito topic-neutral cioè indifferente al particolare ambito di discussione.

Nel nostro corso ci concentreremo soltanto su argomenti che possono essere espressi con questo tipo di terminologia strettamente logica.

 

4. In virtù della forma

In logica spesso si dice che un argomento valido, è tale in virtù della propria forma. Questo a voler suggerire che dietro ogni argomento valido si può trovare una qualche forma d’inferenza rilevante che esprime ciò che rende valido il caso particolare.

Ciò significa semplicemente che ogni argomento valido appartiene a una famiglia di argomenti validi imperniati sullo stesso schema d’inferenza.

 

5. Ricapitolando!

Logica - Corso introduttivoTieni a mente quel che segue:

  • La validità delle inferenze spesso dipende unicamente da un vocabolario topic-neutral.
  • Per rappresentare schemi d’inferenza ci serviamo di variabili schematiche usate correttamente.
  • Quello che ci interessa sono le inferenze descrivibili con un vocabolario topic-neutral.

 

 

 

 

Category: Lezioni

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Mario Corso

Article by: Mario Corso

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